Fino alla metà degli anni Settanta possedere un computer era una cosa da grandi aziende, centri di ricerca ed enti governativi. Nel giro di pochi anni la situazione cambiò radicalmente: i computer arrivarono sulle scrivanie degli uffici e nelle case. Il passaggio non fu opera di un'unica azienda, ma di una serie di prodotti, appassionati e programmi che si alimentarono a vicenda. Ripercorrerli in ordine aiuta a capire come è nato il mercato che conosciamo.
L'Altair 8800
Il numero di gennaio 1975 della rivista statunitense Popular Electronics mise in copertina l'Altair 8800, prodotto da una piccola azienda di Albuquerque, la MITS, fondata da Ed Roberts. Era venduto principalmente come kit di montaggio, a un prezzo accessibile per un appassionato, e usava il microprocessore Intel 8080.
L'Altair, nella configurazione di base, era molto spartano: non aveva tastiera né schermo. Si programmava azionando una fila di interruttori sul pannello frontale e si leggevano i risultati da una fila di lucine. Eppure il successo fu immediato: per la prima volta un singolo individuo poteva possedere un computer vero.
Nasce Microsoft
Due giovani, Bill Gates e Paul Allen, lessero l'articolo e si offrirono di scrivere per l'Altair un interprete del linguaggio BASIC. Lo svilupparono in poche settimane, in gran parte usando un simulatore su un computer più grande, e lo fecero funzionare sulla macchina reale al primo tentativo serio. Nel 1975 fondarono Microsoft, la cui prima attività fu proprio la vendita di linguaggi di programmazione per microcomputer.
Gli appassionati
Nel marzo 1975 si riunì per la prima volta, nella zona di Menlo Park, in California, l'Homebrew Computer Club, un gruppo di appassionati che si scambiavano idee, schemi e programmi. Tra i partecipanti c'era Steve Wozniak, che progettò da solo un computer molto più semplice da usare dell'Altair. Con Steve Jobs fondò Apple e nel 1976 cominciò a venderlo come Apple I: una scheda già montata, alla quale l'utente aggiungeva tastiera, alimentatore e televisore.
Il 1977: tre computer pronti all'uso
Il 1977 è spesso considerato l'anno in cui il personal computer divenne un prodotto per un pubblico più vasto. Uscirono tre macchine vendute già assemblate, con tastiera e possibilità di collegare uno schermo:
| Computer | Produttore | Caratteristica distintiva |
|---|---|---|
| Apple II | Apple | Grafica a colori, slot di espansione |
| PET 2001 | Commodore | Monitor e registratore a cassette integrati |
| TRS-80 | Tandy / Radio Shack | Venduto nella catena di negozi Radio Shack |
Non serviva più saldare componenti: si comprava la macchina, la si accendeva e si poteva iniziare a programmare in BASIC.
La prima «applicazione killer»
Per molti acquirenti, però, programmare non era lo scopo. Serviva un motivo concreto per comprare un computer. Arrivò nel 1979 con VisiCalc, il primo foglio elettronico per personal computer, sviluppato da Dan Bricklin e Bob Frankston per l'Apple II.
VisiCalc mostrava una griglia di righe e colonne. Si inserivano numeri e formule; quando si cambiava un valore, tutti i risultati collegati si ricalcolavano istantaneamente. Per chi preparava budget e previsioni, fino ad allora rifatte a mano su carta a ogni modifica, era una trasformazione enorme. Molte persone comprarono un Apple II per poter usare VisiCalc. Da allora si parla di applicazione killer per indicare un software che da solo giustifica l'acquisto di una piattaforma.
Il PC IBM
IBM, il più grande produttore di computer del mondo, osservava il fenomeno. Per entrare rapidamente nel mercato scelse un approccio insolito per la sua cultura aziendale: un piccolo gruppo di lavoro, componenti acquistati da fornitori esterni e un'architettura aperta e documentata.
Il 12 agosto 1981 IBM presentò il Personal Computer, modello 5150. Usava il processore Intel 8088 e un sistema operativo fornito da Microsoft, che aveva acquistato e adattato un sistema preesistente, l'86-DOS di Seattle Computer Products. IBM lo distribuì come PC DOS, mentre Microsoft mantenne il diritto di vendere ad altri produttori la propria versione, MS-DOS.
L'effetto delle scelte di IBM
Le due decisioni, componenti standard e sistema operativo non esclusivo, ebbero conseguenze enormi. Altre aziende poterono costruire computer compatibili con il PC IBM, capaci di eseguire lo stesso software. Compaq presentò uno dei primi compatibili di successo, un modello trasportabile. In pochi anni il mercato fu dominato non da IBM, ma dallo standard che IBM aveva creato, e il valore si spostò verso chi controllava il processore e il sistema operativo.
Il riconoscimento simbolico arrivò presto: la rivista Time scelse il personal computer come «macchina dell'anno» per il 1982, al posto della consueta persona dell'anno.
Che cosa ci insegna
La storia del personal computer mostra alcuni meccanismi che si sono ripetuti più volte nel settore:
- Gli appassionati anticipano il mercato. I primi utenti accettano prodotti scomodi se aprono possibilità nuove.
- Il software vende l'hardware. VisiCalc fece vendere gli Apple II più di qualsiasi specifica tecnica.
- Le piattaforme aperte crescono più in fretta, ma chi le crea non sempre ne controlla i benefici.
In sintesi
- L'Altair 8800, in copertina su Popular Electronics nel gennaio 1975, fu il primo personal computer di largo successo tra gli appassionati, e per esso nacque il BASIC di Microsoft.
- Nel 1977 Apple II, Commodore PET e TRS-80 portarono computer già assemblati a un pubblico più ampio.
- VisiCalc, nel 1979, fu la prima applicazione killer e rese il computer uno strumento di lavoro.
- Il PC IBM del 1981, con architettura aperta e MS-DOS, creò lo standard dei compatibili che domina ancora oggi.