◷ Storia dell'informatica

Douglas Engelbart, il mouse e la dimostrazione del 1968

Il 9 dicembre 1968 Douglas Engelbart mostrò mouse, ipertesto, finestre e lavoro collaborativo in tempo reale: che cosa si vide e perché fu decisivo.

Il 9 dicembre 1968, a San Francisco, durante una conferenza di informatica, Douglas Engelbart salì sul palco con una tastiera, uno strano dispositivo con un cavo e uno schermo proiettato alle sue spalle. Nei successivi novanta minuti circa mostrò al pubblico il mouse, i collegamenti ipertestuali, la modifica di testo sullo schermo, la suddivisione dello schermo in aree, la collaborazione a distanza con video e audio. Quella presentazione è passata alla storia come «la madre di tutte le demo».

Chi era Engelbart

Douglas Engelbart era un ingegnere che aveva prestato servizio come tecnico radar durante la guerra. Raccontò di aver letto in quel periodo As We May Think, l'articolo di Vannevar Bush del 1945 che immaginava il Memex, una scrivania capace di conservare documenti e collegarli tra loro con «percorsi associativi».

Negli anni Cinquanta Engelbart maturò una convinzione: i problemi del mondo stavano diventando sempre più complessi, e i computer potevano servire non tanto a sostituire il pensiero umano quanto ad aumentarlo. Nel 1962, allo Stanford Research Institute (SRI), scrisse un rapporto intitolato Augmenting Human Intellect: A Conceptual Framework, che descriveva questo programma di ricerca.

Con finanziamenti di agenzie governative, tra cui l'ARPA, fondò all'SRI l'Augmentation Research Center.

Il mouse

Uno dei problemi da risolvere era banale in apparenza: come indicare un punto sullo schermo? Il gruppo di Engelbart confrontò diversi dispositivi, tra cui la penna ottica, il joystick e altri sistemi di puntamento.

Il prototipo del mouse fu costruito dall'ingegnere Bill English, su idea di Engelbart, intorno al 1964. Era una scatoletta di legno con un pulsante e, sotto, due rotelline perpendicolari: una registrava il movimento orizzontale, l'altra quello verticale. Il cavo usciva dal retro come una coda, e il nome «mouse» nacque in modo informale nel gruppo.

Il brevetto, depositato nel 1967 e concesso nel 1970, lo descriveva con un nome molto meno simpatico: indicatore di posizione X-Y per un sistema di visualizzazione.

Nei test del gruppo il mouse si rivelò più rapido e preciso delle alternative per selezionare elementi sullo schermo.

NLS: il sistema dietro la demo

Il mouse era solo una parte. Il vero oggetto della dimostrazione era NLS (oN-Line System), un sistema che permetteva di creare, organizzare e collegare informazioni in modo interattivo. Durante la presentazione Engelbart mostrò:

  1. La modifica del testo sullo schermo: inserire, cancellare, spostare parole e paragrafi, vedendo subito il risultato.
  2. L'organizzazione gerarchica: i documenti erano strutturati come schemi, che si potevano espandere o comprimere per vedere più o meno dettagli.
  3. I collegamenti ipertestuali: selezionando un riferimento si passava direttamente al contenuto collegato.
  4. Le finestre: lo schermo poteva essere diviso in aree con contenuti diversi.
  5. La collaborazione in tempo reale: un collega, a decine di chilometri di distanza nel laboratorio di Menlo Park, lavorava sullo stesso documento, con un collegamento video visibile in un angolo dello schermo.
  6. La tastiera a corde: un dispositivo a cinque tasti, usato con la mano sinistra, che permetteva di inserire comandi combinando i tasti mentre la destra usava il mouse.

Come fu realizzata

La dimostrazione fu un'impresa tecnica. Il computer si trovava all'SRI, a Menlo Park, e il segnale video veniva trasmesso fino alla sala di San Francisco con collegamenti a microonde, mentre il segnale del mouse e della tastiera viaggiava in senso inverso. L'immagine veniva proiettata su un grande schermo per il pubblico. Bill English curò la regia della trasmissione.

L'accoglienza e l'influenza

Molti dei presenti rimasero colpiti, ma le idee di Engelbart non furono adottate subito. Il sistema era complesso, richiedeva un addestramento considerevole ed era legato a hardware costosissimo.

L'influenza però fu profonda e diretta. Diversi membri del gruppo di Engelbart si trasferirono negli anni Settanta allo Xerox PARC, dove contribuirono a sviluppare l'Alto e le interfacce grafiche che avrebbero ispirato il Macintosh e Windows. Il mouse divenne di uso comune solo negli anni Ottanta, con la diffusione delle interfacce grafiche.

Che cosa mostrò davvero

È utile distinguere tra ciò che Engelbart inventò e ciò che mostrò per primo in modo integrato. L'ipertesto come concetto era già stato discusso da Ted Nelson, che coniò il termine a metà degli anni Sessanta. Il contributo unico di Engelbart fu mettere insieme tutto in un sistema funzionante e usarlo davanti a un pubblico, dimostrando che un modo completamente diverso di lavorare con i computer era possibile.

Nel 1997 Engelbart ricevette il premio Turing. Morì nel 2013.

Una lezione attuale

Chi progetta software può trarre da questa storia un principio ancora valido: lo scopo di uno strumento informatico è rendere le persone più capaci, non solo automatizzare compiti. Molte funzioni che oggi consideriamo normali, come l'editing collaborativo di documenti condivisi o le videochiamate durante il lavoro su un file, erano già presenti, in forma embrionale, in quella dimostrazione del 1968.

In sintesi

  • Il 9 dicembre 1968 Douglas Engelbart presentò a San Francisco il sistema NLS in una dimostrazione di circa novanta minuti.
  • Il mouse, costruito da Bill English su idea di Engelbart, era una scatola di legno con due rotelle perpendicolari.
  • La demo mostrò editing a schermo, ipertesto, finestre e collaborazione in tempo reale con video.
  • Molti collaboratori di Engelbart passarono poi allo Xerox PARC, dove nacquero le interfacce grafiche moderne.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica e in psicologia, unisce l'analisi tecnica alla comprensione del fattore umano.

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